San Stanislao di Gesù e Maria Papczyński
English Polski Deutsch Español Françias Italiano Português

Congregazione dei Chierici Mariani. Storia e Spiritualità

La Congregazione dei Chierici Mariani dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria (Congregatio Clericorum Marianorum ab Immaculata Conceptione B.V.M.  MIC) è una congregazione religiosa di chierici, fondata in Polonia nel 1670, dal Servo di Dio Stanislao di Gesù e Maria Papczyński. Il 24 novembre 1699 venne approvata da Innocenzo XII (breve: Esponi nobis super), secondo la “Regola delle dieci virtù della B.V.M.”, come l’ultimo ordine nella Chiesa dei chierici regolari, di voti solenni, che negli anni 1909-1910 fu rinnovata e riformata dal beato Giorgio Matulaitis-Matulewicz.

Storia

Papczyński espresse per la prima volta l’idea di una nuova comunità l’11 dicembre 1670, quando stava lasciando l’ordine degli scolopi dopo aver ottenuto l’indulto dell’abbandono, e quando pronunciò l’Oblatio, cioè l’atto di offerta a Dio e a Maria Immacolata e s’impegnò ad osservare i voti religiosi nell’Associazione dei Chierici Mariani dell’Immacolata Concezione. Era convinto “della visione divina, impressa nella [sua] anima, riguardante la fondazione della Congregazione dell’Immacolata Concezione  della B.V.M.”. Fece contemporaneamente il cosiddetto “voto di sangue”, cioè la disponibilità a difendere, sino al dono della vita, la verità sull’Immacolata Concezione della B.V.M. Il fine particolare, a cui voleva dedicare la sua nuova comunità, era prima di tutto la propagazione del culto dell’Immacolata Concezione della B.V.M. Alcuni anni dopo, formulò altri fini: il sostegno ai defunti, specialmente a coloro che muoiono improvvisamente ed impreparati, cioè ai soldati e alle vittime della peste, e anche l’aiuto ai parroci nel ministero pastorale, in modo particolare tra il “popolo semplice” e trascurato dal punto di vista della religione.

Con l’aiuto di Stefan Wierzbicki, vescovo della diocesi di Poznań, Papczyński si stabilì nella tenuta della famiglia Karski a Lubocza, nella regione di Masovia e nell’anno 1671, vestì il bianco abito religioso in onore dell’Immacolata Concezione. Allo stesso tempo preparò la regola per la futura congregazione chiamandola: Norma vitae. Per dar inizio al proprio istituto, nel 1670 si recò presso una comunità di eremiti viventi a Puszcza Korabiewska (oggi: Puszcza Mariańska) proponendo loro la sua idea di vita religiosa. Gli “Eremiti Mariani” ricevettero l’approvazione ecclesiastica il 24 ottobre 1670, in virtù del decreto di Mons. Stanisław Święcicki, durante la visita canonica dell’arcidiaconato varsaviense, della diocesi di Poznań. Il 22 novembre 1677, Mons. Stefan Wierzbowski, ordinario di Poznań donò ai mariani la chiesa del Cenacolo a Nowa Jerozolima (oggi Góra Kalwaria), presso la quale sorse il secondo convento, e il 21 aprile 1679, eresse canonicamente l’Ordine dei Mariani nel territorio della diocesi di Poznań.

I mariani ricevettero il primo riconoscimento giuridico da parte della Santa Sede insieme alla concessione di vari privilegi, il 20 marzo del 1681 (il breve di Innocenzo XI Cum sicut accepimus). L’ordine ricevette l’approvazione pontificia nel 1699, i mariani, tuttavia, non riuscirono ad ottenere il permesso di emettere i voti solenni senza avere una regola religiosa e rimasero soltanto con le costituzioni Norma vitae, scritte da Papczyński, sebbene inizialmente avessero sperato di ricevere un’approvazione di questo genere (costitutiones pro regola), dovettero dunque accettare una delle regole approvate dalla Santa Sede. Fu scelta la “Regola delle dieci virtù della B.V.M.”, scritta dal beato Gilberto Nicolas (+ 1532) sotto la diretta direzione di Santa Giovanna de Valois e usata, in quel tempo, dall’Ordine della Vergine Maria (OVM) da lei fondato, chiamato comunemente “delle annunziatine”. Poiché questa regola era nella giurisdizione dell’Ordine dei Frati Minori Osservanti, la scelta di essa diede origine all’aggregazione dei mariani. Papczyński tuttavia, sollecito per un sicuro e stabile sviluppo del nuovo ordine, aveva già prima, cioè nel 1691, chiesto allo stesso ordine, di essere sotto la loro giurisdizione, cosa a cui questi acconsentirono nello stesso anno. Il 21 settembre, dopo aver ottenuto, dai Frati Minori Osservanti, il permesso di emettere i voti solenni secondo la “Regola delle dieci virtù”, Innocenzo XII, il 24 novembre 1699, approvò giuridicamente l’Ordine dei Mariani, ordinando al nunzio a Varsavia di ricevere da essi i voti. L’ordine contava allora circa 20 membri in tre conventi (il terzo fu eretto il 15 ottobre 1699, a Goźlin). I mariani vestivano un abito bianco in onore dell’Immacolata Concezione della B.V.M., sotto il quale portavano il bianco scapolare con l’effigie, ricamata o impressa, dell’Immacolata Concezione, di colore azzurro, sulla cintura portavano la “decina”, cioè dieci granelli neri della corona del rosario simbolo delle dieci virtù evangeliche della Santissima Vergine Maria.

Papczyński fu superiore generale fino alla morte (†17.09.1701). Il suo vicario e successivamente assistente, fu P. Joachim Kozłowski (†1730), eletto come superiore generale, e questa elezione fu approvata ancora dal Fondatore.

Nel 1710 i mariani accettarono un’altra fondazione, a Skórec presso Siedlce. In breve tempo, tuttavia, il loro sviluppo incontrò degli ostacoli. In conseguenza delle tensioni all’interno della giovane comunità religiosa e della scarsità di sacerdoti, Mons. Adam Rostkowski, agendo a nome del vescovo di Poznań, Mons. Szembek, chiuse il noviziato, e verso l’anno 1716 ordinò ai mariani di lasciare il convento e di trasferirsi al lavoro pastorale nelle parrocchie. Nei loro conventi rimasero appena otto religiosi. La crisi era veramente profonda, anche perché dopo l’anno 1699, l’Ordine dei mariani venne approvato dalla Santa Sede, ma rimase senza l’approvazione delle Costituzioni. Per questo motivo, quando nel 1722 , l’ordine uscì dalla crisi della cosiddetta “dispersione di Rostkowski”, P. J. Kozłowski si recò a Roma dove, nel 1723 ottenne da Innocenzo XIII l’approvazione pontificia dell’Ordine e quella delle costituzioni elaborate sulla base della Norma vitae e adattate alla “Regola delle dieci virtù della B.V.M.”.

La nuova approvazione dell’ordine contribuì ad un graduale sviluppo. Gli anni che vanno dal 1725 al 1750 furono segnati dalla dominante personalità del Servo di Dio Kazimierz Wyszyński (†1755), che svolse diverse funzioni, per due volte anche quella di superiore generale (1737-1741 e 1747-1750). Iniziò e continuò il costante rinnovamento spirituale dell’Ordine, ponendo un particolare accento sulla stretta fedeltà allo spirito del Fondatore, unita all’osservanza della Regola e all’imitazione delle dieci virtù della B.V.M. Mosse anche i primi passi per la beatificazione di P. Papczyński. Ai tempi di P. Wyszyński, ebbe luogo un autentico sviluppo dell’ordine insieme alla fondazione dei nuovi conventi: a Raśno, nel territorio del Granducato di Lituania (1749) e a Marijampole (1749), a Berezdów, in Volinia (1750) e poi in Portogallo a Balsamão, dove P. Wyszyński rimase e morì (21.10.1755) in concetto di santità.

Nella seconda metà del XVII secolo, avvenne abbastanza celermente lo sviluppo dell’Ordine divenuto, con il trascorrere del tempo, una comunità internazionale. In Portogallo furono aperti due nuovi conventi, altri ne vennero fondati nel territorio della Repubblica di Polonia (attualmente territori della Polonia, della Lituania, della Bielorussia e dell’Ucraina). Nel 1779 i mariani si stabilirono anche in Italia, dove a Roma comprarono dai cistercensi il convento e la chiesa di S. Vito. Un significante sviluppo dell’Ordine si nota durante il governo del superiore generale Rajmund Nowicki (1776-1788): nel 1781 i mariani contavano 147 membri in 13 conventi. Il 10 marzo 1786, ottennero da Pio VI l’indipendenza dai francescani osservanti, e il 27 marzo 1787 ebbe luogo la nuova approvazione della regola e delle costituzioni, adattate al nuovo stato giuridico. In questo periodo, rispondendo alle richieste da parte dei vescovi, i mariani intensificarono la loro attività nella predicazione delle missioni popolari, nell’attività caritativa (ospedali per i poveri) e nell’apertura delle scuole parrocchiali presso ogni convento. Questi centri spesso si trasformarono in nuove parrocchie.

Verso la fine del XVIII secolo, in conseguenza delle avversità e dei condizionamenti politici e a causa delle persecuzioni da parte dei governi maldisposti verso la Chiesa, i mariani entrarono in un periodo di declino. Il primo convento soppresso dalle autorità napoleoniche fu quello di S. Vito a Roma. Nel 1834 il governo soppresse tre conventi in Portogallo. Anche nel territorio della Repubblica di Polonia, a causa delle spartizioni, dall’inizio del XIX secolo, iniziò un periodo di perdite da parte dell’Ordine di un numero rilevante di membri e di conventi.

I cambiamenti territoriali, risultato delle spartizioni della repubblica di Polonia e la severa politica isolazionista fatta dagli occupanti, portarono alla nascita di nuove strutture amministrative-ecclesiastiche dei mariani, a seconda dell’ubicazione dei conventi. In questo modo, nel 1797, sorsero la provincia russa e quella prussiana. I mariani, trovatisi nel territorio sotto il dominio austriaco (fino al 1809), non crearono una struttura provinciale, forse perché lì si trovava la casa generalizia dell’ordine (Skórzec). Le difficoltà si intensificarono ancora dopo la formazione del Regno di Polonia, e specialmente dopo la repressione dell’insurrezione contro la Russia, nel 1830.

Infatti, nell’anno 1835 c’erano ormai soltanto 63 religiosi in 7 conventi. Così anche, nel 1860 vengono menzionati 71 religiosi in 8 conventi; tuttavia, dopo la repressione dell’insurrezione del 1863, lo zar Alessandro II, cominciò, sin dal 1864, la graduale cassazione di tutti gli istituti religiosi nel Regno di Polonia. Queste iniziative furono catastrofiche per i mariani, colpirono infatti la maggioranza delle case che avevano e di conseguenza, portarono alla quasi totale scomparsa dell’Ordine. Negli anni 1864-1866 furono chiusi 7 conventi dei mariani, e 11 religiosi vennero deportati in Siberia, tra essi Krzysztof Szwernicki († 1894), missionario di Irkuck e della Siberia. Nelle chiese appartenenti precedentemente all’Ordine, venne lasciato un solo religioso, per il loro ulteriore funzionamento, gli altri furono trasferiti forzatamente nell’ultimo convento a Marijampole, in Lituania.

Sottoposti ad una stretta sorveglianza della polizia, i mariani vivevano a Marijampole come in una prigione sovrappopolata. Non stupisce dunque il fatto, che di fronte a quelle condizioni di vita molto difficili, numerosi lasciarono il convento di Marijampole incardinandosi in varie diocesi, per dedicarsi al lavoro pastorale. Coloro erano rimasti, uno dopo l’altro morivano, e poiché era praticamente impossibile ammettere dei nuovi novizi, il numero dei mariani cominciò a ridursi in fretta. Nel 1865 erano ancora 40, nel 1897 ne rimasero ormai soltanto 3, e nel 1908 rimase in vita soltanto un religioso mariano, con la pienezza dei diritti canonici, P. Wincenty Sękowski, che prima, era stato eletto superiore generale.

Volendo salvare l’Ordine dall’estinzione, era necessario trasformarlo in un istituto clandestino. Fu la proposta fatta al P. Wincenty Sękowski, nel 1908, da un ex alunno dei mariani di Marijampole, il beato Giorgio Matulaitis-Matulewicz, professore all’Accademia di Teologia a San Pietroburgo. Accolta la sua proposta, nell’estate 1909, Matulaitis-Matulewicz si recò a Roma e con l’autorizzazione ricevuta da P. Sękowski, chiese alla Sede Apostolica il permesso di cambiare la bianca veste dei mariani in una semplice veste talare, usata dai sacerdoti diocesani (i fratelli invece avrebbero usato vestiti borghesi) e per l’apertura di un noviziato segreto a San Pietroburgo. Fu necessario anche adattare le costituzioni dei mariani (Statuta) alla nuova situazione nella quale si trovò la comunità e alla Normae pubblicate dalla Sede Apostolica nel 1901. Infine, onde evitare l’estinzione dell’Ordine nel caso di un’improvvisa morte di P. Sękowski, venne presentata la domanda di permettere a Matulaitis-Matulewicz di emettere subito la professione religiosa, senza la necessità di fare il noviziato.

Dopo aver ricevuto dalla Sede Apostolica la risposta positiva, il 29 agosto 1909 Matulaitis-Matulewicz fece i voti religiosi, e il suo amico Don Francesco Bučys (†1951) iniziò il noviziato canonico. Questo giorno viene ritenuto la data della rinascita dell’Ordine dei Mariani.  Il rinnovamento e la riforma vennero approvati canonicamente il 28 novembre 1910, cioè il giorno in cui Pio X approvò le Costituzioni dei mariani sostanzialmente modificate, cioè: i voti solenni vennero cambiati in quelli semplici, al posto della quotidiana recita dell’ufficio per i defunti, ai mariani venne imposto l’obbligo di una particolare preghiera per le anime del purgatorio (senza specificarne la forma), l’attività apostolica venne estesa all’uso di ogni mezzo apostolico, e l’abito religioso venne cambiato in quello usato da sacerdoti diocesani.

Il superiore generale di allora, P. Sękowski morì il 10 aprile 1911. Aveva diretto l’ ordine rinnovato per 19 mesi e 12 giorni. Al momento della morte di P. Sękowski, la comunità religiosa contava 2 professi, e quando P. J. Totoraitis (†1941) terminò nello stesso anno il noviziato, P. Matulaitis-Matulewicz venne eletto come nuovo superiore generale (14.07.1911).

Lo sviluppo della Congregazione dei Chierici Mariani rinnovata, progrediva velocemente. Continuamente aumentava il numero dei candidati, all’inizio principalmente Lituani e Polacchi. Per organizzare la necessaria formazione religiosa, nel 1911 Matulaitis-Matulewicz, con il consenso della Sede Apostolica, aprì una casa religiosa a Friburgo, in Svizzera. Nello stesso anno 10 candidati iniziarono il noviziato essendoci: 7 sacerdoti, un chierico e due laici. Nel 1918, tuttavia, questa casa venne chiusa, poiché in seguito alle trasformazioni politiche ci fu la possibilità di organizzare la vita religiosa in Polonia e in Lituania, e il grande numero dei candidati richiese l’istituzione di altri noviziati.

La prima casa liberamente operativa della Congregazione negli USA, fu eretta  a Chicago nel 1913. Sin dal 1912 i mariani iniziarono il lavoro a Varsavia, dove a Bielany, nel 1915, Matulaitis-Matulewicz aprì la casa religiosa e il liceo. Nel 1918 venne riattivato il convento dei mariani a Marijampole, come  principale centro della comunità lituana. Nel 1918 la Congregazione contava 57 religiosi in tre comunità, oltre la metà dei quali si trovava in Polonia. Dopo la nomina a vescovo di Vilna, nel 1918, Matualitis-Matulwicz rimase superiore generale, sino alla sua morte, avendo già stabilito per i singoli paesi i vicari generali. Nel rendiconto, dello stato della Congregazione dell’anno 1923, presentato alla Sede Apostolica, Matulaitis-Matulewicz parla di 94 religiosi, di cui 48 residenti in Polonia, 31 in Lituania e 15 negli USA. Ancora nello stesso anno, i mariani prendono  possesso della chiesa e del convento postbernardiniano  a Druia, con l’intenzione di intraprendere il lavoro tra i Bielorussi, e un anno dopo aprono il convento a Welony, in Lettonia per svolgere il ministero pastorale tra i Lettoni. Nel 1925, la Curia Generalizia viene trasferita da Marijampole a Roma, dove viene aperto anche il collegio internazionale per gli studenti mariani.

Nel 1928 i mariani assunsero la gestione di una missione di rito bizantino-slavo per i Russi, a Harbin in Manciuria. A questo scopo venne eretta una casa religiosa, e come superiore dell’ordinariato venne nominato l’archimandrita Fabian Abrantowicz (†1946). La fondazione, insieme alle scuole, fu chiusa forzatamente nel 1948 e i mariani presenti allora nel convento furono arrestati e deportati nei lager sovietici; alcuni morirono martiri, altri invece, dopo aver riacquistato la libertà, furono trasferiti in altri luoghi ed officiavano in rito orientale in Gran Bretagna, negli USA, in Polonia e in Australia; nel 2003 iniziò il processo di beatificazione dei Servi di Dio: Fabian Abrantowicz e Andrzej Cikota (†1952), superiori della missione di Harbin, martiri del regime comunista.

Nel 1930, insieme all’approvazione delle nuove Costituzioni vennero istituite tre nuove province: quella americana di San Casimiro, quella polacca della Divina Provvidenza e quella lituana, di San Giorgio. All’epoca la Congregazione contava 319 religiosi in 17 conventi.

Nel 1939 i mariani eressero la prima casa religiosa in Argentina; inizialmente si concentrarono sul lavoro tra gli immigrati lituani, con il trascorrere del tempo accettarono le nuove sfide pastorali tra la popolazione argentina, cioè la gestione delle parrocchie e delle scuole cattoliche. Nel 1987 venne eretto il vicariato argentino della B.V.M. di Lujan, alle dipendenze della provincia di San Casimiro.

Nell’anno 1940 venne eretta la provincia lettone di Santa Teresa di Gesù Bambino. Nel 1948 nacque la seconda provincia negli USA intitolata a Santo Stanislao Kostka, nella quale, contrariamente alla provincia di San Casimiro,  dove l’attività principale si concentrava sulla gestione della parrocchia e sull’attività editoriale e quella educativa (Chicago, Thompson), l’accento era stato posto principalmente sulla diffusione del messaggio della Divina Misericordia. Con il trascorrere del tempo ciò condusse alla fondazione, a Stockbridge, del Santuario Nazionale della Divina Misericordia e di un’associazione dei fedeli, nell’ambito dell’associazionismo: Associazione dei Cooperatori dei Mariani, quella degli Apostoli Eucaristici della Divina Misericordia e quella della Confraternita dell’Immacolata Concezione.

Nel 1954 fu restituito il convento di Balsamão (Portogallo), e con il tempo vennero erette altre case religiose (Fatima, Lisbona); anche lì, oltre al lavoro parrocchiale nacque il servizio in un nuovo santuario mariano (Balsamão), dove si  sviluppò l’apostolato della Divina Misericordia e sorsero dei centri destinati agli esercizi spirituali e al riposo. In Portogallo, nel 1993 fu eretta la viceprovincia, nel 2005 trasformata in vicariato generale.

Per poter svolgere il servizio pastorale tra gli emigrati polacchi, nel 1950 venne eretta la prima casa religiosa in Gran Bretagna, seguita da altre comunità come: nel quartiere Ealing di Londra, con forme di apostolato piuttosto diversificate, inclusa la gestione, per un certo tempo, delle istituzioni educative e di istruzione a Fawley Court, in modo che nel 1970, in Gran Bretagna venne istituita la provincia della B.V.M. Madre della Misericordia, trasformata in seguito, nel 2002, in delegazione della provincia polacca.
In Australia, nel 1951 i mariani iniziarono il ministero pastorale di rito bizantino-slavo tra i Russi e nel 1962 – il lavoro pastorale tra i Lituani.

Nel 1964 ebbe inizio il lavoro della Congregazione in Brasile. Dapprima i mariani si concentrarono sull’attività missionaria nella regione interna (stato di Parana) e in quella parrocchiale nelle grandi città (Rio de Janeiro, Curitiba). Col tempo vennero intraprese le iniziative extraparrocchiali, tra cui l’istituzione dell’Associazione dei Cooperatori dei Mariani, del santuario della Divina Misericordia, di un ospedale per i poveri, dei seminari della Congregazione, quello minore e quello maggiore. Nel 1998 venne eretta la provincia brasiliana intitolata alla Divina Misericordia.

Nel 1968 i mariani accettarono la prima parrocchia in Germania, nella diocesi di Augsburg; rispondendo alle richieste dei vescovi si stabilirono in altre località e in conseguenza di ciò, nell’anno 1994 fu istituita in Germania una delegazione tedesca.

Durante la seconda guerra mondiale e nel periodo dell’esistenza dell’Unione Sovietica, i mariani subirono delle notevoli perdite di personale, in modo particolare nei territori orientali, dove numerosi religiosi subirono la morte per martirio, due dei quali: Antoni Leszczewicz (†1943) e Jerzy Kaszyra (†1943) furono beatificati nell’anno 1999. Nel 2003 iniziò il processo di beatificazione del Servo di Dio Janis Mendriks (†1953).

Dopo la disgregazione dell’Unione Sovietica, nei territori della Lituania, della Lettonia, della Bielorussia e dell’Ucraina ebbe inizio la rinascita dei mariani. Lì la Congregazione dei Chierici Mariani sopravvisse in clandestinità, avendo subito pesanti perdite. Uscendo dalla clandestinità in questi paesi, i mariani cominciarono ad organizzare normali strutture religiose, ripristinando le antiche o dando vita a nuove forme di attività apostolica.

In Lituania, oltre al lavoro nelle parrocchie (tra le altre a Vilna), i mariani svolgono il ministero nel santuario del beato Giorgio Matulaitis-Matulewicz a Marijampole. Dopo il ricupero da parte della Lituania dell’indipendenza, a Marijampole è stata aperta una scuola media cattolica ed è stata fondata l’Associazione dei Cooperatori dei Mariani (Kaunas). Tuttavia, in considerazione delle enormi perdite umane subite durante i tempi sovietici, nell’anno 2007, in effetto di una riorganizzazione della provincia lituana, è stato istituito il vicariato.

Analogamente in Lettonia, senza rinunziare al lavoro nelle parrocchie, tra le altre a Daugavpils, a Rezekne, a Welony, è stata ripristinata la tipografia dei mariani con la pubblicazione dei periodici cattolici ed è stata istituita l’Associazione dei Cooperatori dei Mariani.

I primi mariani giunsero in Africa nel 1984, invitati nella diocesi di Ruhengeri nel Ruanda, per diffondere il culto mariano. Concentrati inizialmente sul lavoro parrocchiale, nel 2004 cominciarono a svolgere il ministero presso il Santuario della Madonna del Verbo (diocesi Gikongoro), dove aprirono un Centro di Formazione Mariana. Nel 1999 si stabilirono nel  Camerun, nella diocesi di Doumé Abong-Mbang. Dopo tre anni di lavoro a Doumé e nel seminario minore si assunsero la responsabilità della parrocchia Atok, dove fondarono il Santuario della Divina Misericordia.

Nel 1990 fu istituito il vicariato ucraino, del Cuore Immacolato di Maria, la cui attività – oltre a quella parrocchiale – (Charkiv, Chmelnytskyi, Sebastopoli,  Grodek Podolski, Chernivtsi) comprende la ricostruzione materiale delle chiese, la pubblicazione di libri e di periodici e le opere caritative.

Nel 1991, volendo ovviare alla mancanza del clero, i mariani iniziarono il lavoro in Slovacchia e nella Repubblica Ceca. La prima casa religiosa fu eretta a Drietom (Slovacchia), e nel 1993 a Brumov-Bylnice (Repubblica Ceca). L’attività pastorale si concentrò principalmente sulla gestione di parrocchie (tra le altre a Praga) e su alcune forme di attività extraparrocchiali, come il servizio pastorale presso il santuario mariano (Hradek presso Praga) e l’organizzazione degli esercizi spirituali, sia individuali che in gruppi e nelle parrocchie; nel 1994 fu istituito il vicariato slovacco-ceco dei Santi Cirillo e Metodio.

Nel 1993 fu istituita la delegazione bielorussa, la cui attività era inizialmente unita principalmente alla ricostruzione e alla costruzione dei centri di culto. Con il tempo si orientò verso alcune iniziative pastorali: la gestione delle parrocchie (Borysov, Druia, Minsk, Orsza), i centri per gli esercizi spirituali e la cura del santuario dei martiri mariani a Rosica. Nel 1992 fu aperta la prima missione in Kazakistan (Karaganda).

Nella provincia polacca, oltre al lavoro nelle parrocchie, l’attività pastorale dei mariani si è concentrata su diverse forme di attività extraparrocchiali, tra le altre, la gestione dei santuari mariani (Licheń, Stoczek Warmiński) e dei Centri di Formazione Mariana ad essi uniti, sull’attività editoriale, scientifica, specialistica – riguardante la gestione di un ospizio per i malati terminali (Varsavia), la formazione di consultori familiari e per coloro che hanno contratto delle dipendenze da alcol, da droghe, da farmaci ecc. (Licheń, Varsavia), di case per gli esercizi spirituali, dell’Associazione dei Cooperatori dei Mariani e della Confraternita dell’Immacolata Concezione.

Le trasformazioni a cui era stata sottoposta la Congregazione negli USA, nel 2006, hanno portato all’unificazione di entrambe le province americane e l’istituzione della provincia della Madonna della Misericordia.

All’inizio dell’anno 2007 i mariani contavano 491 membri in 59 comunità religiose, in 18 paesi, di cui oltre la metà erano Polacchi.

Spiritualità

La spiritualità della Congregazione dei Chierici Mariani si è formata sotto l’influsso della situazione religioso-sociale nella Repubblica di Polonia, in parte anche come reazione ad essa. L’ influsso positivo delle correnti: di quella mariana, anche di quella unita all’idea di donarsi come schiavi a Maria e il privilegio dell’Immacolata Concezione, e di quella cristocentrica, con l’accento sulla passione, e gli effetti negativi delle incessanti guerre di quel tempo e dei processi sociali (la crescente immoralità, l’alcolismo, la questione del liberum veto) e anche le negligenze nel campo della cura pastorale del “popolo semplice”, sfociò  nell’idea di una nuova comunità religiosa, che Stanislao Papczyński fondò nel 1670. Leggendo i segni dei tempi, riunì e sistemò le idee fondamentali nella Norma vitae, basata sulla Sacra Scrittura e modellata sulla regola di Sant’Agostino e conferì ad esse carattere di diritto per i religiosi. Nella Norma mise in speciale rilievo il capitolo De charitate, ritenendo l’”amore di Dio” essenza  e mezzo fondamentale per raggiungere gli scopi che si prefigge la vita spirituale e che comprende tutti i settori della vita dei mariani (omnia apud vos in charitate fiant, NV III). Nella sua attività di Fondatore e negli scritti, racchiuse le essenziali dimensioni della spiritualità dei mariani: quella trinitaria, con un forte accento sull’imitazione (sequela) di Cristo e l’unione amabilissima con la presenza di Cristo, Dio-Uomo, sofferente per l’uomo e per la sua salvezza e il rendersi simili a Lui (Orator crucifixus, Cracovia 1670; Christus patiens, Varsavia 1690); l’impronta mariana – incontaminata, che colloca Maria Concepita Immacolata, Madre di Dio (Deipara, Dei Mater) come particolare Patrona e modello di vita dei mariani (imitatio Mariae); il culto mariano dovrebbe essere propagato come fine particolare della nuova comunità, e il donarsi in  schiavitù a Lei (pro mancipio) P. Papczyński lo racchiuse nella prima versione della Norma vitae (Varsavia 1670), l’elemento fu poi abbandonato nelle successive versioni della legge dei mariani; la dimensione escatologica, riguardante la preghiera per i defunti in conseguenza della guerra, della peste e di quelli impreparati alla morte, e il costante ricordo, unito a quello delle ultime cose; la dimensione apostolica che impone l’annuncio delle verità della fede al “popolo semplice” e trascurato dal punto di vista religioso, la sua formazione per portarlo ad un concetto di santità evangelico (Templum Dei mysticum, Cracovia 1675 – in cui P. Papczyński racchiuse il concetto globale di santità delle persone laiche). Il fondatore della Congregazione dei Chierici Mariani, racchiuse l’approfondimento degli elementi della spiritualità anche negli altri scritti, specialmente nel manoscritto Inspectio cordis (edizione critica – Roma 2000) contenente le meditazioni per le domeniche, per le feste e per i singoli giorni del mese ed anche quelle di varie tematiche, e nel Prodromus reginae artium (Varsavia 1663), dove si trovano tra le altre, le prediche mariane. L’accettazione della Regula decem beneplacitorum, basata sui passi del Vangelo che descrivono la vita di Maria contemplata nelle Sue virtù e nelle Sue predilezioni (virtutes/beneplacita) come oggetto da imitare, consolidò la dimensione ecclesiotipica della spiritualità mariana e la convinzione sulle fonti evangeliche di tale concetto. I successori e i discepoli del Fondatore, svilupparono ed approfondirono teologicamente la spiritualità dei mariani in due direzioni: la motivazione dell’imitazione di Maria Concepita Immacolata e il consolidamento della dimensione apostolica dei mariani, fissandole in un più ampio contesto cristologico ed ecclesiale. Il primo orientamento è rappresentato in modo particolare da Kazimierz Wyszyński e la sua opera Stella Mattutina, dove nell’Introduzione, l’autore giustifica nel modo seguente l’imitazione di Maria: “Colui che si è legato a Maria, dovrebbe imitare le sue virtù e seguire la via che ha seguito Lei dietro a Cristo, [Lui] ci ha lasciato in Maria – sua amatissima Madre - il primo e più perfetto esempio di imitazione della Sua vita” e cerca di dimostrare la continuità di questa idea, richiamando costantemente nel suo insegnamento e nella sua attività la persona del Fondatore, e nella biografia di Papczyński, mette in rilievo il suo carattere mariano. La seconda corrente rappresenta Giorgio Matulaitis-Matulewicz. Attraverso la riforma dell’Ordine dei Mariani e negli scritti come: le Costituzioni della Congregazione dei Chierici Mariani (Cracovia 1933), Dziennik duchowy [Diario spirituale] (Varsavia 1988), Idea przewodnia i duch Zgromadzenia [L’idea guida e lo spirito della Congregazione] (Varsavia 1988) conferì alla spiritualità dei mariani un nuovo dinamismo e una nuova interpretazione adattata al suo tempo. Accentuò l’universalismo della Chiesa e della Congregazione e unì in modo armonioso lo stile mariano di vita con l’ideale dell’apostolato universale, sull’esempio di San Paolo Apostolo. Al posto dell’istruzione del “popolo semplice” introdusse: “ogni cosa, che verrà loro suggerita dallo zelo, per la salvezza e la santificazione delle anime”, mettendo in rilievo l’”acquisizione e la propagazione del sapere e l’istruzione degli altri”, l’apostolato nel rito orientale e tra i non cattolici incluso, specialmente “lì dove c’è più bisogno”. Gli elementi essenziali della spiritualità dei mariani la espresse nel modo seguente nell’opera Idea przewodnia [Idea guida]: “Il motto della Congregazione è: «Per Cristo e per la Chiesa». Perciò i fratelli che vogliono prendere a cuore lo spirito di Cristo e della Chiesa, si sforzino di cercare Dio in ogni cosa, di piacere a Dio mediante ogni cosa, fare tutto per la maggior gloria di Dio, portare Dio dovunque, in modo che diventi veramente il centro della vita sia di tutta la Congregazione che dei suoi singoli membri. […] sia dunque Cristo il capo e il modello, sia per tutta la Congregazione che per i suoi singoli membri, e ci indichi la strada e ci aiuti la nostra singolarissima Patrona, l’Immacolata Vergine Maria: a vivere insieme e a morire insieme, a collaborare insieme e a soffrire insieme, a  regnare insieme a Cristo”. L’interpretazione della spiritualità elaborata da Matulaitis-Matulewicz, divenne il punto di riferimento per i mariani nell’ultimo secolo, il che ha trovato il proprio riflesso anche nelle più recenti Costituzioni, che prendono in considerazione le direttive del Concilio Vaticano II. Ultimamente si nota lo sviluppo, unito all’azione pastorale, della riflessione teologica sul mistero dell’Immacolata Concezione come frutto della Divina Misericordia e dell’interpretazione del carisma nel contesto dell’apostolato, il che ha portato frutti di opere nuove riguardanti le persone dipendenti da vizi, i moribondi (l’ospizio), la formazione mariana, l’apostolato della Divina Misericordia sotto l’aspetto dell’insegnamento e della pratica. Il nuovo riconoscimento dell’idea, presente sin dall’inizio nella spiritualità dei mariani, della condivisione del carisma con i laici, affinché, per mezzo loro “tutti coloro che ancora continuano il loro pellegrinaggio terreno, come anche coloro che dopo questa vita sono sottoposti alla purificazione, raggiungano insieme a tutti i santi, la pienezza della maturità e l’eterna felicità in Cristo” (dalle Costituzioni) ha dato frutti nell’istituzione dell’Associazione dei Cooperatori dei Mariani, cioè uomini e donne associati formalmente alla Congregazione, che partecipano in diverso modo alla spiritualità, alla missione e all’apostolato dei mariani; tutti insieme sono oltre un milione di persone in tutto il mondo. L’Associazione comprende anche le forme di: vir aggregatus, Confraternita dell’Immacolata Concezione, Apostoli Eucaristici della Divina Misericordia. Oltre a tutto questo la dimensione apostolica della spiritualità comprende anche lavoro il nelle parrocchie e nei santuari mariani (Polonia, Africa, Portogallo) e in quelli della Divina Misericordia (USA, Brasile, Africa), l’attività editoriale (Polonia, Lituania, USA), attività nelle scuole cattoliche (USA, Argentina, Lituania), il lavoro scientifico nei centri universitari.

Andrzej Pakuła MIC